Rheinisches Museum für Philologie, Vol. 45 PDF

Tutto quanto si sa dei corpi non consiste solo nell’estensione, come sostengono i moderni. Questo ci costringe a reintrodurre quelle forme che essi hanno bandito. La tradizione occidentale, rifacendosi alle dottrine greche rheinisches Museum für Philologie, Vol. 45 PDF giudaico-cristiane, ha generalmente proposto una suddivisione dell’essere umano in tre livelli. Il corpo grossolano non è altro che il corpo fisico, soggetto a nascita e morte.


Författare: Otto Ribbeck.

Esso è ovviamente il corpo più denso in modo assoluto, tant’è che può essere percepito con i normali organi di senso. Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali , cap. Le dottrine metafisico-esoteriche definiscono genericamente corpo sottile ogni tipo di struttura extracorporea che convive con la struttura fisica, e di cui ogni essere vivente è dotato. Presso la filosofia orientale, il corpo sottile indica il campo di energia composto dagli organi „eterici“ che hanno ognuno un corrispondente sul piano fisico, come il cuore, il fegato, e così via. I cambiamenti dello stato fisico sono immediatamente avvertiti come variazioni di energia nel corpo eterico.

La sua funzione è quella di strutturare dinamicamente il corpo fisico secondo un’articolazione intelligentemente prevista ma non personalizzata. L’uomo ha in comune con il mondo vegetale il corpo eterico, come quello fisico con il minerale. La separazione del corpo eterico dal corpo fisico è ciò che sul piano visibile determina la morte. Poiché ogni passione ha la sua tonalità astrale, i suoi colori si riverberano sull’involucro generale dell’aura. Helena Blavatsky lo scompone in sette principi, prossimi al livello fisico.

Secondo Steiner, il corpo astrale è responsabile dello stato di veglia a cui ci ridestiamo dopo il sonno. Anche Porfirio e Giamblico parlavano di un sostrato a cui l’anima eterica si associa una volta uscita dal corpo fisico, in attesa di reincarnarsi. L’anima senziente può tuttavia essere fatta coincidere con il precedente corpo astrale, mentre l’anima cosciente con il livello successivo del Sé spirituale. L’Io può anche andare oltre le esperienze, che seppur rielaborate dalla propria memoria, egli ha pur sempre ricevuto dall’esterno.

Egli può rivolgere la propria attenzione interamente su se stesso, pervenendo alla percezione della propria essenza attraverso l’autocoscienza. Si tratta di una struttura ulteriore che non può essere compresa e percepita se non attraverso una certa attività interiore: è il santuario nascosto dell’anima a cui non può avere accesso nulla di esterno ad essa, ma può essere raggiunto solo immergendosi nel divino che è nell’uomo. Da qui ha inizio il percorso che ogni uomo deve saper compiere individualmente per riuscire a percepire lo Spirito, a cui si accede con la medesima attività che egli sviluppa per percepire se stesso. Diventando padrone degli elementi inferiori della propria anima, l’Io riesce a nobilitarla e spiritualizzarla, aggiungendo così nuovi elementi al suo essere.

Ciò può andare così oltre, che nell’anima non entri alcun desiderio né alcun piacere, senza che l’Io, come autorità competente, ne permetta l’ingresso. Per tal via l’intera anima diviene una manifestazione dell’Io, mentre al principio ciò accadeva solo per l’anima cosciente. Steiner chiama diversamente anima cosciente, poiché in esso l’anima si connette con lo spirito. Presente nell’uomo solo in germe, il Sè spirituale si sviluppa grazie al lavoro compiuto dall’Io sul corpo astrale, che ne risulta via via dominato e trasformato. Presso la sapienza orientale è denominato Manas. Gli impulsi più forti che spingono l’uomo ad agire sul corpo eterico sono gli insegnamenti di natura religiosa, che creano in lui un sentimento costante in grado di conferire ai suoi pensieri e volizioni, modellati nel Sé spirituale, una caratteristica di unitarietà e di durata che si mantiene attraverso i loro cambiamenti.

Io umano, mentre, quando si estrinsecano come spirito vitale, esse sono impregnate dall’attività dell’Io. Lo Spirito vitale è analogamente conosciuto presso la filosofia orientale come Buddhi. Il lavoro dell’Io può estendersi, oltre che ai corpi astrale ed eterico, anche a quello fisico: è così che si sviluppa il grado più alto dell’evoluzione umana rappresentato dall’Uomo-Spirito. Un segno di tale lavoro, da non intendersi però come di natura rozzamente materiale, si può scorgere ad esempio nei fenomeni dell’impallidire o del rossire. Riguardo all’Uomo-Spirito si può anche facilmente esser tratti in errore dal fatto che nel corpo fisico vediamo l’elemento più basso dell’uomo e quindi possiamo difficilmente rappresentarci che il lavoro su questo corpo fisico debba essere compiuto dall’elemento più alto dell’uomo.

This entry was posted in Reise & Abenteuer. Bookmark the permalink.