Lago di Garda – Amore mio PDF

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Författare: Robert Jung.

Questa voce o sezione sull’argomento poeti non è ancora formattata secondo gli standard. Nato il 19 aprile 1798 a Molina di Ledro, in Trentino, trascorse i primi anni tra Riva del Garda, di cui il padre Filippo era pretore, Trento e l’Alto Adige. Conseguita nel 1820 la laurea in giurisprudenza a Pavia si spostò, quale impiegato nei primi gradi della burocrazia governativa, dapprima a Verona poi, nel 1823, a Venezia. Nel 1825 ottenne infine stabile trasferimento quale segretario presso il tribunale d’appello di Milano. Fu tuttavia la permanenza a Milano che gli permise di orientare decisamente i suoi interessi verso autori senz’altro a lui più congeniali e più atti a rispondere alle nuove istanze culturali.

Thomas Moore e George Byron, ad esempio, la cui fama nell’Italia del primo Romanticismo sempre più andava diffondendosi. Nel marzo 1832 Maffei sposò la diciottenne Clara Carrara Spinelli, figlia del conte Giovan Battista, mediocre verseggiatore e precettore in casa Litta a Milano. Due anni più tardi, nel 1834, per attenuare la solitudine della moglie, affranta per la morte a soli nove mesi dell’unica figlia, il letterato cominciò ad aprire la propria casa agli scrittori e agli artisti a lui più affettuosamente legati. Per quanto concerne gli esponenti delle arti figurative non si può non citare per primo Francesco Hayez, il maggior rappresentante della pittura romantica italiana.

Molti altri furono però gli artisti chiaramente debitori a Maffei non solo di parecchie scelte tematiche ma anche di buona parte della loro consacrazione critica. Basti citare lo scultore Vincenzo Vela e il pittore Giuseppe Bertini, che egli ebbe l’opportunità di seguire e orientare fin dall’inizio della loro carriera. Per quanto riguarda la musica Maffei era in stretta relazione, grazie alle sue entrature negli ambienti teatrali e melodrammatici – che s’erano presto largamente valsi delle sue versioni – con impresari, critici e librettisti. Era inoltre in familiarità con i compositori più famosi, tra i quali basti qui citare Rossini, Bellini e Donizetti.

Giuseppe Verdi entrò per la prima volta nel salotto „nei primi mesi del 1842“, secondo quanto egli stesso scrisse in poche righe inviate cinquant’anni dopo, nel 1892, al Barbiera, che stava raccogliendo notizie per il suo libro. Dell’intimità dei rapporti tra Andrea Maffei e Giuseppe Verdi è testimonianza il fatto che nel giugno 1846 Verdi fu, insieme a Giulio Carcano, testimone dell’Atto di separazione tra Andrea e la moglie Clara, già legata sentimentalmente a Carlo Tenca, uno degli ospiti del salotto. Nel 1848 anche Maffei, nonostante la moderazione della sua indole, apparve contagiato dal clima di entusiasmo che caratterizzò le 5 Giornate, tra i cui promotori prima e combattenti poi c’erano molti dei più giovani amici che erano stati frequentatori del suo salotto. Nel 1849, ormai allontanatasi ogni speranza di riscatto, Maffei s’allontanò dalla città per un lungo viaggio all’estero: dopo un soggiorno estivo in Baviera presso lo zio Giuseppe nel castello del duca Massimiliano sul lago di Starnberg egli fece tappa in varie città della Germania visitandone „i tesori d’arte“ e rimandando a più riprese il ritorno in Italia.

Dopo il ritorno a Milano gli venne offerto di subentrare a Luigi Carrer, deceduto, quale direttore del Museo Correr di Venezia ma non volendo porsi „di nuovo una catena“ – come scriveva a Jacopo Cabianca – rifiutò, cercando invece, seppur inutilmente, di far ottenere l’incarico al carissimo Giulio Carcano, che dopo il ’48 si trovava in difficoltà economiche. La riacquistata serenità indusse il letterato a dedicarsi con maggiore assiduità a una produzione poetica propria, prima confinata, dato l’impegno dominante di traduttore, in ambito minore e spesso occasionale. Nacque così il volume Dal Benaco, con versi ispirati in buona parte al lago di Garda. Nel volume Gemme straniere, pubblicato da Le Monnier nel 1860, apparvero anche un buon numero di romanze di Goethe, l’autore tedesco che più avrebbe impegnato il traduttore negli anni successivi. Nel 1864 uscì il poemetto goethiano Arminio e Dorotea, mentre nel 1866 fu la volta della versione della prima parte del Faust.

Nella primavera del 1869, mentre si trovava a Firenze per curare la stampa del Faust completo, il traduttore venne colpito da una seria forma di carbonchio, che fece temere per la sua vita. In quell’occasione la moglie Clara raggiunse immediatamente la città e per quasi due mesi l’assistette amorosamente in ospedale. Il Faust uscì alle stampe entro il 1869 e la versione fu accolta, come al solito, con molto favore dalla critica e dai lettori. Ma di lì a poco la celebrità del Maffei traduttore dovette subire il velenoso attacco del giovane napoletano Vittorio Imbriani. Un posto a sé ebbe, nello stesso periodo, la versione delle Odi di Anacreonte.

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